Negli ultimi anni, anche sulla scia di interventi legislativi sempre più attenti alla fragilità fisica, psichica e sociale delle persone e alla necessità del loro inserimento lavorativo, la contrattazione collettiva ha iniziato a sviluppare un’attenzione crescente alla tematica sia a livello nazionale di categoria che territoriale e di singola impresa. In Emilia-Romagna, territorio storicamente attento all’innovazione sociale e alla promozione dell’occupabilità delle persone a prescindere dalla loro condizione, le politiche, la legislazione e l’azione delle parti sociale assumono una rilevanza ancor maggiore anche in una dimensione prospettica. Il presente progetto di ricerca nasce dall’esigenza di interrogarsi sulla capacità e sugli spazi che la contrattazione collettiva ma anche la partecipazione organizzativa possono aprire e gestire per rendere il contesto lavorativo sempre più inclusivo e accogliente rispetto alle persone fragili, a partire dalle persone con disabilità – attraverso il disegno di accomodamenti ragionevoli -, passando per le persone caricate del lavoro di cura familiare (care giver), per arrivare alle persone che hanno raggiunto una certa età o che, in un’età ancor giovane, devono confrontarsi con un ambiente lavorativo sconosciuto e sempre più sfidante. Adottando una prospettiva che riconosce e valorizza il ruolo attivo delle parti sociali e delle singole imprese nella riflessione critica sulla costruzione di un contesto lavorativo inclusivo e accogliente, il progetto intende analizzare, in chiave sistematica, l’acquis dei contratti collettivi a livello nazionale di categoria e, in particolare, a livello territoriale, di singole imprese nella Regione Emilia Romagna, dedicando anche la dovuta attenzione all’azione degli enti bilaterali, con specifico riferimento all’artigianato.
Indirizzo metodologico e fasi di lavoro
Lo studio adotta un approccio metodologico di tipo multidisciplinare, che integra la prospettiva giuridica con quella di relazioni industriali e di organizzazione e gestione delle risorse umane, avvalendosi di una combinazione di tecniche qualitative e quantitative per la raccolta e l’analisi dei dati. L’obiettivo è quello di costruire una comprensione articolata dei processi di costruzione contrattata e partecipata dei meccanismi di inclusione e accoglienza sociale all’interno delle imprese. Il piano di ricerca si articola in quattro fasi principali:
Fase 1 – Costruzione del quadro teorico
Rassegna critica della letteratura nazionale in materia di contrattazione collettiva e partecipazione organizzativa. La rassegna attinge ai principali campi disciplinari coinvolti, al fine di costruire una cornice interpretativa solida e multidimensionale.
Fase 2 – Analisi di contesto
Ricostruzione delle traiettorie della contrattazione collettiva e la costruzione di una base dati sistematica delle principali misure di intervento in favore dell’inserimento delle persone fragili nel contesto lavorativo. Questa fase consentirà di definire un quadro
Fase 3 – Studio di casi territoriali
Individuazione e approfondimento di casi studio locali rappresentativi del contesto regionale, nei quali sono in corso processi significativi di costruzione di ambienti di lavoro inclusivi e accoglienti. L’analisi qualitativa si baserà su interviste semi-strutturate con le parti sociali anche riferibili al Tavolo PrisPart, costituito, ormai da quattro anni, nell’ambito della Fondazione Marco Biagi, osservazioni nei contesti operativi e focus group, anche in chiave comparativa. Tale fase mira a cogliere in profondità le pratiche, le tensioni e le strategie di adattamento degli attori coinvolti.
Fase 4 – Validazione e disseminazione
Presentazione e discussione dei risultati preliminari con le parti sociali, gli stakeholder regionali e la comunità scientifica, al fine di validare gli esiti della ricerca. Seguirà la redazione di report, pubblicazioni scientifiche e materiali divulgativi per favorire una diffusione ampia e mirata dei risultati.

