Settore disciplinare: Diritto del Lavoro (IUS/07)
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Progetto di ricerca
Il whistleblowing in un’ottica di promozione del benessere organizzativo nell’ente pubblico e privato

Il progetto di ricerca nasce con l’intento di offrire una lettura evolutiva e sistematica dello strumento del whistleblowing, inteso non soltanto come strumento di prevenzione e contrasto dei fenomeni illeciti, ma anche come leva di promozione della legalità e del benessere organizzativo nei contesti lavorativi pubblici e privati.
Muovendo dall’inquadramento dell’istituto all’interno dell’ordinamento giuridico nazionale e sovranazionale, attraverso un’analisi comparativa delle origini dell’istituto nell’ambito dei sistemi giuridici di common law e civil law, la ricerca si propone di esaminare e ricostruire dettagliatamente il quadro normativo nazionale, a partire dalla L. n. 190/2012, attraverso la L. n. 179/2017, sino all’attuazione della Dir. (UE) 2019/1937 a seguito dell’entrata in vigore del D.lgs. n. 24/2023.

Mettendo in luce i tratti distintivi del fenomeno e rilevando le potenzialità e le principali criticità della riforma, si intende individuare le possibili soluzioni tese a promuovere il whistleblowing non soltanto quale mezzo di lotta alla corruzione e di tutela dei segnalanti, ma altresì come strumento di partecipazione e responsabilizzazione collettiva, capace di influire positivamente sia sulla cultura organizzativa sia sulla qualità delle relazioni lavorative. Si ritiene infatti che, incentivando la collaborazione attiva dei lavoratori attraverso la segnalazione di irregolarità e condotte illecite perpetrate nei luoghi di lavoro, sia possibile contribuire all’innalzamento del grado di benessere lavorativo all’interno degli enti.Attraverso un approccio interdisciplinare, ci si spinge oltre l’ambito prettamente giuslavoristico, investendo settori come la psicologia del lavoro e l’economia e l’organizzazione aziendale. In tal senso, indagando il rapporto tra i concetti di partecipazione dei prestatori di lavoro, integrità degli enti e salute psicosociale all’interno delle organizzazioni di lavoro, si tenta di avvalorare come la denuncia possa in concreto tradursi in un atto di coinvolgimento e fiducia reciproca, in grado di per sé di rinvigorire il senso di appartenenza dei lavoratori ad un’impresa ed incrementare la produttività interna. In siffatta cornice, la facoltà del prestatore di lavoro di denunciare illeciti viene riletta quale espressione di un dovere civico, orientato alla creazione e allo sviluppo di ambienti di lavoro più virtuosi, collaborativi e trasparenti.

In definitiva, il presente lavoro di ricerca, fondato su un’analisi normativa giurisprudenziale e dottrinale, giunge alla conclusione che la piena efficacia del whistleblowing non possa in ogni caso prescindere da una profonda trasformazione culturale, volta a valorizzare il lavoratore come soggetto attivo nei processi di prevenzione, tutela dell’integrità e promozione del benessere nei contesti lavorativi

Pubblicazioni

• E. Muratori, Ancora sul trattamento economico dei medici specializzandi: le sezioni unite escludono la rivalutazione, anche parziale, in EQUAL Rivista di Diritto Antidiscriminatorio, 2, 2025, 211-223. ISSN 3035-0492.