
Settore disciplinare: Diritto del lavoro e relazioni industriali (IUS/07)
Borsa di studio: Sì
Curriculum Vitae: download
Email: sofia.scacchetti@unimore.it
ORCID: 0009-0008-4218-1774
Progetto di ricerca
La trasformazione del lavoro sociale nella riconfigurazione digitale del welfare
Negli ultimi decenni, l’introduzione di artefatti digitali ha trasformato in profondità non solo il funzionamento delle organizzazioni pubbliche e private, ma anche i principi su cui si fondano le relazioni lavorative e i modelli organizzativi.
Anche il sistema di welfare sta attraversando un processo di infrastrutturazione digitale che ne riconfigura strumenti, processi e finalità. In Emilia-Romagna, territorio storicamente attento all’innovazione nei servizi sociali e alla promozione di un welfare di prossimità, queste trasformazioni si intrecciano con una consolidata tradizione di interventi orientati alla personalizzazione e all’integrazione sociosanitaria. Il presente progetto di ricerca nasce dall’esigenza di interrogarsi sulle implicazioni di tale transizione digitale dal punto di vista del lavoro sociale: un ambito in cui le tecnologie non si limitano a supportare l’azione, ma ne ridefiniscono progressivamente contenuti, logiche e visibilità.
Adottando una prospettiva che riconosce il ruolo attivo degli operatori nella mediazione e nell’appropriazione critica degli strumenti digitali, il progetto intende esplorare le conseguenze dell’innovazione tecnologica nei servizi alla persona, con particolare attenzione a quattro dimensioni critiche del lavoro sociale: la conoscenza dei beneficiari, la discrezionalità operativa, la comunicazione interistituzionale e il tempo di lavoro. Indagare come questi ambiti vengano ridefiniti nei contesti locali consente non solo di comprendere meglio le sfide contemporanee del lavoro sociale, ma anche di contribuire a una riflessione più ampia sulla riconfigurazione del welfare regionale e sul ruolo dei territori nell’orientare l’innovazione. Inoltre, considerando che il lavoro sociale è un lavoro a prevalenza femminile, il progetto adotta una «prospettiva di genere».
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